Sulle strade di Gerusalemme

Ho visto involontariamente quei corpi insanguinati, immobili, degli amici Israeliani. Grandi e piccoli sembravano essere stati ammassati da quei terribili escavatori meccanici; Ho visto un piccolo braccio, il braccio di un bimbo fuoriuscire come un tenero filo d’erba  da sopra corpi informi e seminudi.  Quello che non coprivano gli abiti lo copriva la polvere. Ho guardato il cielo… era nero; l’aria… fuligginosa. Ho visto sprazzi di un cielo azzurro troppo lontani… Non era il cielo d’Israele quello che vedevo… Erani i cieli d’oltre confine, i cieli tranquilli di altri stati. Un vento acre di sangue e salnitro mi attraversava l’olfatto, m’infettava i polmoni. Devo essere rimasto lì, immobile, in un silenzio tutto mio, perché vedevo piangere senza sentirne il lamento. Le barelle se ne ritornavano vuote. Le ferite si aggiustano… Gli ospedali aggiustano e riparano come officine d’auto quei corpi in cui ancora si conserva un respiro; un po’ di vita. Altrimenti vanno gettati. E quei corpi che sembrava formassero rosee e bronzee piramidi stavano per divenire un solo immenso rogo. Non me ne spiego gli eventi siano essi politici, religiosi, o economici. Ho visto e odorato la morte… Ne sono scosso. Imperdonabile. Inaccettabile. Terribile.

Sulle strade di Gerusalemmeultima modifica: 2012-11-21T00:07:07+00:00da anima-zione
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