un uomo e un lupo

Il borgo si era fatto strada nel buio dell’ultima notte, un fanale era ancora acceso, dondolava piano sotto una cuffia soffice e bianca. Nella mia mano assonnata un tepore caldo e intermittente… Era il respiro del mio lupo. (Non ha più vita in quella tomba di terra in cui lo adagiai).

Era tutto innevato, sembrava che la terra respirasse, e che nell’azzurro gelo mattutino quell’alito gli ristagnasse accanto. Uscimmo; camminammo. Dentro un caldo paltò la mia pelle, la sua sotto la pelliccia. Una strana alba all’orizzonte iniziava. Due luci… L’alba e la neve.

Nessun altro intorno nelle vie fredde e accecanti, nessun’altra impronta, non eravamo come si sente spesso ripetere un canide e un padrone. Eravamo due amici.

Lasciavamo ognuno la sua orma, fianco a fianco, e non ve n’erano altre. Dietro; ed erano le nostre.

Quel sentiero d’agnello che calpestavamo era freddo e silenzioso, incontaminato, morbido, crocchiante.

un uomo e un lupoultima modifica: 2007-08-24T18:40:00+02:00da anima-zione
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3 pensieri su “un uomo e un lupo

  1. Mi chiedevo che fine avesse fatto il tuo lupo, il tuo fantastico alter ego, e mi sembra di scorgerlo al tuo fianco, e dietro le tue membra, e poi lo vedo allontanarsi nella fredda neve, voltandosi per un attimo verso di me e poi riprendendo il cammino fermandosi per ululare alla luna.
    Ho visto le nuove foto, anche io ne ho messe un pò della costiera amalfitana.Sopratutto splendidi paesaggi.Sei troppo figo con i baffoni..eh, eh, eh!Anche io voglio una jacuzzi naturale!

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