capovolgimenti

C’è un sole sopra e una stella sotto. Così vedono i miei occhi. Chi sogna capovolge se necessario l’infinito. Chi ama capovolge se stesso. La differenza è minima. Cammino a testa in giù e dico a piacimento: stella, ti amo!

dietro il cigolio di una porta…

In questi giorni ho aperto un’altra porta, esaminando vite di individui come nubi; riescono a passarti accanto in silenzio; e di altri come soggetti di un quadro: Vivono in un perpetuo scorcio; immobili grigiori. Ci sono silenzi umani tristi come nebbie. Figure che trascendono il corpo assomigliando a vapori. Dietro il cigolio di una porta puoi incontrare qualcuno, ma non … Continua a leggere

Un parapetto può essere un salto…

Chissà perchè alcune notti sono così belle. Sembrano contemplare. Se ne intuisce il silenzio e quasi il pensiero delle stelle. Ascolto appena il grido soffocato di una marmitta; è un ronzio malato sotto l’immensa pennellata blu. Alcune case unite sembrano un bracciale di luce, alcune strade i sentieri di un sogno… L’infinito è sopra un balcone, spesso, che gioca con … Continua a leggere

Ma esistono poi ancora i figli dei fiori?…

C’è strana gente in giro… Non mi meraviglio del tutto di un essere stravagante, chi non lo è? Diversi atteggiamenti sono distanze che ci differenziano. Un essere è normale se ci rassomiglia, se rassomiglia noi, altrimenti, beh… Un po’ strambo lo è questo fatto che somiglia tanto ad una visione troppo estiva… -Un figlio dei fiori vestito stranamente di bianco … Continua a leggere

Oggi affatto…

Se si potesse dire ogni giorno: Oggi vivo. Ma le cose che ti animano sono distruttive. Un piatto vuoto… Un secondo, terzo bicchiere riempito… Alcuni ricordi che ritornano ma non ti destano… Lei assente… Le vie vocianti di esseri che non conosci, che non afferri, che pensi siano solo un caso, che non importa… Ed il sole accende tutto questo … Continua a leggere

alcune ombre si perdono, altre ritornano…

L’estate è un trimestre precipitoso, passa in fretta. I passanti ridiventano bianchi e le anime nere. Gli odori di arethuse o di rampicanti odorosi come il gelsomino d’arabia respirati nei crepuscoli sui marciapiedi non giungono più; le ombre scolorano prendendo tinte d’asfalto. Le risa terminano in riflessioni, e le parole azzardate in ricordi. Il verde delle foglie ingiallisce e l’erba … Continua a leggere

Come dentro un cielo…

Aveva un’apparenza di sguardo malato, svenevole, ai bordi svogliato ma la pupilla fissa e appena dilatata. Sopraggiungendo la sera lei cambiava. Le labbra graziosamente schiuse in uno spiraglio da dove poteva a stento passare il vapore dell’anima, le parole rotte dal respiro, poco meno di una brezza, sembravano l’effluvio di uno strano crepuscolo. Quello che vedevo lo comprendevo come la … Continua a leggere